Ansia da interrogazione

“Oggi interrogo!” esclama la professoressa e subito ogni alunno si trova intento in faccende indeterminate e curiose quali:

  • scrivere sul quaderno frasi a casaccio
  • cercare nel sottobanco qualcosa di invisibile
  • sfogliare gli appunti nervosamente e compulsivamente come se si fosse perso un occhio li in mezzo

Qualsiasi cosa, QUALSIASI COSA pur di non entrare in contatto visivo con l’insegnante. Questo accade perché se c’è una cosa che gli alunni hanno imparato nel corso degli studi è che se guarderanno l’insegnante, verrà sicuramente chiamato il loro cognome.
Avete quindi affinato la tecnica per non essere uno degli interrogati, ma quando tutti conoscono questa tecnica o manca proprio il vostro voto orale al registro? Forse è il caso che impariate una nuova strategia per gestire l’ansia da interrogazione, non fare scena muta e prendere un buon voto.

Per alcuni studenti l’interrogazione è una vera condanna al patibolo, molti si sono preparati a casa ma giunto il momento di alzarsi in piedi e di essere osservati ed ascoltati da compagni e insegnante vanno in panico, la memoria va in tilt e riescono a dare una percentuale minima rispetto alle loro potenzialità.

Vediamo quindi come rendere l’interrogazione una passeggiata.

1) Preparati bene a casa. Assicurati di aver ben capito il materiale di studio e che i concetti siano ben radicati nella tua mente. Organizza gli appunti in modo ordinato, ripeti ad alta voce (con l’aiuto di un adulto se ti dà maggior sicurezza), prova a stilare una lista delle possibili domande e rispondi in modo preciso come se stessi davanti alla cattedra.

2) Calmati. Prima di iniziare l’interrogazione seduto al banco fai tre bei respiri profondi con il diaframma, cerca di restare concentrato e di curare bene il linguaggio del tuo corpo. Anche se non sei calmo e disinvolto , devi dare l’idea di esserlo a chi ti osserva! Sorridi e raddrizza le spalle. Puoi esercitarti a casa filmandoti e inscenando una vera e propria interrogazione, riguardandoti poi cerca di cogliere e correggere tutti i segnali del tuo corpo che indicano agitazione.

3) Ascolta bene le domande che ti pone l’insegnante, fino alla fine, senza interromperla. Aspetta un secondo prima di rispondere, così da poter riuscire a formulare frasi esaustive, di senso logico e se possibile facendo altri collegamenti.

4) Esprimiti in modo chiaro, lento, scandisci bene le parole. Evita nei tempi morti, mentre pensi alla risposta, di  colmarli con vocali quali “eeeehh…ehhhh” , meglio il silenzio! Guarda l’insegnante mentre rispondi , se ti spaventa il contatto visivo, puoi fissarle il mento o il naso. Puoi aiutarti ad esprimerti usando la gestualità delle mani.

5) Se la domanda inizia con il classico “Parlami di..” : per prima cosa fai una rapida introduzione dell’argomento e dei punti chiave per poi andare ad analizzare questi ultimi. In questo modo chi hai di fronte capirà che hai chiaro l’argomento e che ti sei preparato con cura.

6) Se non sai la risposta impara ad usare la creatività, non dire subito ” Non lo so..” , potrai correre ai ripari iniziando a parlare di un argomento collegato alla domanda, in questo modo prenderai tempo per farti venire in mente la risposta oppure l’insegnante si potrebbe distrarre e farsi bastare ciò che hai appena detto. Non fare troppo uso di questa strategia o rischierai che si accorga.

 

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