Come favorire l’attenzione in classe

La ricerca ha sottolineato una correlazione positiva tra benessere emotivo e apprendimento, per poter apprendere al meglio è necessario stare bene. L’attenzione dei ragazzi in classe è minore nelle situazioni in cui percepiscono un certo grado di disagio o di imbarazzo, è debole in momenti di stress, di preoccupazione e quando si sentono demotivati nei confronti della materia o della scuola. Quando non si sta bene l’attenzione è ostacolata e si avverte soltanto il proprio malessere. Sarà quindi necessario diminuire il dolore interno per poter rimanere focalizzati ed immersi nella materia oggetto di studio.

Si evidenzia un notevole calo dell’attenzione quando il rapporto con un certo insegnante è negativo, se chiediamo ad alcuni studenti perché non seguono la lezione di un insegnante con cui non hanno un buon rapporto, questi rispondono di non riuscire a stare attenti alle spiegazioni perché sanno di essere considerati incapaci e che il docente ha sottolineato le sue debolezze più volte davanti a tutta la classe. “Come posso ascoltarlo se so che mi odia?”. Ma oltre ai rapporti con gli insegnanti , anche quelle con i compagni incidono molto sul loro comportamento, ci sono studenti che smettono di frequentare la scuola e si ritirano, scelta dovuta al fatto che in classe si sentono presi di mira e umiliati dai coetanei.

Come si possono allora attivare e valorizzare le risorse della classe? Per placare il malessere dei ragazzi all’interno della classe è possibile ricorrere a molte strategie di gestione del gruppo, avvalorare la discussione, l’interazione ed i lavori di gruppo all’interno della stessa. Si deve fare leva sul fatto che ogni alunno detiene una certa ricchezza e che quest’ultima può servire per migliorare ed incrementare il benessere e la preparazione di tutti.

Molti sono gli insegnanti, d’altro canto, che ritengono i lavori di gruppo e i confronti tra pari una vera e propria perdita di tempo, questi docenti considerano essenziale solo il passaggio di contenuti, il rispetto del programma eseguito in modo maniacale e le fasi di valutazione attraverso verifiche ed interrogazioni. L’insegnante che è consapevole di quanto il benessere emotivo dei suoi studenti sia fondamentale per ottenere un buon apprendimento, si preoccupa e tiene monitorato costantemente il modo in cui essi si relazionano tra di loro, di come condividono e crescono insieme ed inserisce all’interno di questo telaio di relazioni il programma di classe. Il docente che ha fatto suo questo stile di insegnamento, fa di tutto per rendere la sua lezione interattiva e dialogata.

Possiamo capire a questo punto che il professore non dovrebbe continuamente richiamare gli alunni a prestare attenzione, ma impegnarsi piuttosto ad aumentare la loro motivazione nei confronti della materia. Più uno studente è incuriosito e motivato e più risulterà attento! Sarà inutile punirlo per le sue disattenzioni, piuttosto dialogare con lui facendolo riflettere su cosa lo motiva o lo demotiva. Un tipo di lezione esclusivamente frontale basa i suoi principi soltanto sulla ricezione e la passività degli studenti.

La demotivazione si fa sempre strada quando gli studenti non riescono a trovare progetti allettanti per il loro futuro, un determinato percorso di carriera affascinante, quando non sanno dare il giusto valore alla loro esperienza e stabilire con ordine le loro priorità. Danno un’influenza negativa anche fattori quali: il non riconoscimento del proprio valore, impegno o sforzo e uno sfondo scolastico poco creativo e personalizzato.

Fare l’insegnante non è facile, alcuni si scoraggiano e perdono le staffe di fronte alla disattenzione dei propri alunni e quando si consiglia di adottare una didattica più motivante non ne capiscono il motivo o non pensano faccia parte del loro ruolo, affermano che gli studenti hanno bisogno di loro e non viceversa, che loro la materia la conoscono sin troppo bene e devono soltanto tramandarla, sta allo studente impegnarsi e sfruttare il patrimonio intellettuale del professore.

Ovviamente in queste parole si nasconde un fondo di verità: gli studenti devono rendersi responsabili nell’apprendere nuove nozioni e competenze, impegnarsi in modo costante ed usare la forza di volontà laddove sentono di stare per mollare la presa.

L’insegnante non deve utilizzare soltanto una forma di insegnamento per tutto il corso della sua carriera, deve riuscire a plasmarla a secondi di chi si trova di fronte a lui, generando motivazione e di conseguenza attenzione. Tutti noi sicuramente ricordiamo ancora oggi  un professore che ha lasciato il segno con la sua personalità, ritornando con la mente a quelle lezioni proviamo ancora l’entusiasmo che riusciva a generare in classe, a come sia riuscito a farci piacere una materia fino a quel momento ostile.. E pensiamo a come sarebbe stata bella la scuola se tutti i docenti fossero stati in gamba come lui!

 

 

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