Un’immagine vale più di mille parole – diventa anche tu bravo come Stephen Wiltshire

Stephen Wiltshire ha un talento unico e geniale: riesce a disegnare le mappe delle città dall’alto dopo averle sorvolate in elicottero per qualche decina di minuti. La sua capacità è ancora più straordinaria perché è affiancata da una condizione che gli rende difficile la comunicazione, la sindrome di Asperger.

Ora però parlo più nello specifico di un argomento che tratto ormai da molto tempo. Non so se conosci il neurologo canadese Wilder Penfield,  studiò negli anni ‘50 il funzionamento della memoria , e scoprì i 3 principi che la governano:

  1. la memoria è visiva;
  2. la memoria à associativa;
  3. la memoria utilizza la fantasia.

Esaminiamo insieme il primo principio della memoria.

La memoria è visiva e servirsi delle immagini per ricordare è una strategia di studio e di memorizzazione molto efficace.

Grazie ala memoria visiva  per milioni di anni i nostri antenati sono riusciti ad apprendere, senza servirsi della scrittura e con uno uso molto ristretto del linguaggio parlato. Attraverso la vista sono riusciti a destreggiarsi tra i pericoli e di imparare dall’ambiente circostante.

La nostra conoscenza del mondo è stata appresa soprattutto dagli organi di senso, in primis dalla vista. Per questo la nostra memoria visiva è straordinaria e dovremmo ricominciare a servircene più spesso durante le fasi di apprendimento e di ricordo.

Sicuramente ti sarà capitato molte volte di leggere e poi di non ricordare nulla del testo preso in questione qualche minuto prima, se non qualche istante prima! Dico bene? Devi sapere che se fino ad ora ti sei servito molto della memorizzazione attraverso la continua ripetizione dei concetti, hai utilizzato soltanto la tua memoria uditiva. La ripetizione usa la memoria uditiva, che è solo il 18% della nostra memoria, il restante 82% è memoria visiva.

Quindi sarà bene impegnarsi utilizzando il primo principio durante lo studio.

Basandoci sul passato e su come sia avvenuto l’apprendimento,  possiamo giungere alla conclusione che  utilizzare la memoria visiva per studiare potrebbe risultarci estremamente efficace, oltre che particolarmente facile, poichè è un sistema molto istintivo, che non richiede particolari abilità o conoscenza precedenti, attuabile anche dai bambini e rendendo loro l’apprendimento meno noioso.

I bambini sicuramente non avranno difficoltà ad utilizzare l’immaginazione, per gli adulti ci vorrà un pò di pratica poiché con il tempo se ne è persa l’abitudine.

Possiamo servirci della Memoria visiva per memorizzare parole e concetti, non dimentichiamo che le parole sono esse stesse delle immagini!

Poter vedere l’immagine rafforza il suo ricordo, piuttosto che soffermarci alla mera lettura della parola.

Il primo step per servirci della memoria visiva per ricordare è quello di trasformare il flusso di parole in un flusso di immagini.

Questa trasformazione richiede due passaggi: il primo passaggio è che si può trasformare un testo solo se lo si ha compreso e si sono estrapolati i concetti chiave; il secondo passaggio richiede di riuscire a sviluppare ed utilizzare delle buoni doti di creatività per essere in grado di passare da  un concetto scritto ad un’immagine.

Se si riusciranno a svolgere questi passaggi, lo studio risulterà sin da subito più efficace e i tempi dedicati alla memorizzazione si ridurranno.

Siamo a conoscenza che molte persone facciano confusione tra memoria visiva e memoria fotografica, queste due memorie sono molto diverse tra loro anche se spesso la memoria visiva viene chiamata fotografica.

I nostri occhi infatti non si muovono nell’ambiente a scatti per inquadrare le varie sequenze di immagine e scattarne una foto che rimarrà salvata in memoria e pronta all’uso quando servirà! Questo tipo di abilità molto rara è detta memoria eidetica, ma non ha nulla a che vedere con la nostra memoria visiva.

Avere memoria visiva non significa salvare una immagine nella memoria della nostra mente come si fa con i cellulari o i computers.

Ciò che conta molto è che la memoria visiva è migliorabile con la pratica, usando l’immaginazione.

Facciamo un piccolo test di memoria visiva.

Senza guardare miraccomando, Sei in grado di descrivere il quadrante del tuo orologio, se è analogico? Il numero 6 è scritto in arabo o romano? Pensaci bene e solo dopo esserti risposto, verificalo.

Se hai risposto correttamente complimenti! Se hai sbagliato, come è potuto succedere? Avrai guardato il tuo orologio almeno un migliaio di volte eppure non sai dare un dettaglio che dovrebbe essere scontato. Questo accade perché si vede senza osservare nel dettaglio, con attenzione ai particolari.

Altro esempio molto banale, quante volte ti si è presentata una nuova persona e dopo pochi secondi non ricordavi più il suo nome? eppure eri sicuro di averlo sentito! Però se questa persona tra una settimana la trovassi al supermercato la riconosceresti? Certamente, questo perché il nome della persona che hai sentito fa lavorare la memoria uditiva, che è solo il 18% della nostra memoria, mentre la visione di questa persona sfrutta la memoria visiva, che come hai letto poco fa è ben l’82 %!

Possiamo affermare che la memoria visiva, come le altre memorie che sfruttano i sensi , funziona molto meglio per “intenzione” che per ripetizione.

Bisogna quindi sforzarsi attivamente per ricordare! Per ricordare meglio ciò che vedi i tuoi occhi non devono muoversi passivamente, ma avere “intenzione”.

Quindi ora che ti abbiamo svelato il primo principio base puoi iniziare a trasformare le parole in immagini, se non sei abituato all’inizio dovrai sforzarti un pochino, ma poi vedrai che diventerà un’abitudine per te e sarai contento di non dover più servirti della noiosa e dispendiosa ripetizione per imparare un concetto nuovo!

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