Durante il sonno si impara?

Per la maggior parte delle persone il sonno è un grande punto di domanda, eppure ogni giorno ci corichiamo la notte per recuperare le forze e ci abbandoniamo al misterioso mondo dei sogni. Sono molti gli scienziati e gli inventori che nel cuore della notte hanno avuto un’illuminazione e sono riusciti a risolvere un problema che gli attanagliava da tempo: si veda ad esempio Larry Page, co-fondatore di Google, egli spiegò che l’idea di un motore di ricerca con le caratteristiche di Google gli venne durante un sogno, oppure  il dottor Otto Loewi vinse  il Nobel per la fisiologia nel 1936, scrivendo le basi della sua teoria successivamente ad un sogno, lo stesso chimico Friedrich Kekulé sognò un serpente che si mordeva la coda e al risveglio capì che la molecola del benzene era esagonale.

Nessuno finora è riuscito a spiegare con certezza e scientificità il ruolo del sonno, non vi è un’unica spiegazione accettata da tutti, ciò che sappiamo è che il cervello durante la fase di sonno crea legami sconosciuti alle ore di veglia, ma in che modo il sonno può essere collegato all’apprendimento?

In primis è importante fare una distinzione delle due differenti teorie che negli ultimi anni si sono fatte strada per spiegare la funzione del sonno:

  • la prima teoria afferma che il sonno sia un adattamento alla gestione del tempo, il nostro orologio interno si sarebbe infatti evoluto per farci dormire nelle ore di buio, dove non è possibile procurarci il cibo e tenerci in fase di veglia nel caso contrario, durante le ore di luce;
  • la seconda teoria asserisce che il sonno aiuta a consolidare la memoria ed i ricordi, lo ha confermato uno studio pubblicato sulla rivista ‘Science’, fornendo importanti prove del fatto che il sonno aiuti a consolidare ricordi appena formati.

Queste due teorie all’interno delle ricerche scientifiche solitamente  sono tra loro opposte, ed una tende a prevalere sull’altra, non possiamo in verità concludere che esse si escludano a vicenda, accostandole possiamo invece iniziare a comprendere in che modo il sonno favorisca l’apprendimento e utilizzare queste conoscenze a nostro favore.

Il sonno migliora la memoria, aumentando la capacità di accedere ai ricordi.

 Il sonno allora è il prezzo che il cervello deve pagare per l’apprendimento e la memoria. Un buon sonno di qualità dunque è indispensabile per l’apprendimento e la memoria, è proprio grazie al sonno che il cervello può” azzerare” tutto aiutandosi ad integrare il materiale appena appreso con i ricordi consolidati, in modo che il cervello possa ricominciare il giorno seguente ad aggiungere nuovo materiale da apprendere.
Il procedimento sarebbe questo: se si fa, si impara qualcosa di nuovo, si creano più sinapsi, i collegamenti tra cellule cerebrali, per “scrivere” nel cervello l’inedita capacità. Allora il sonno servirebbe ad acquisire le sinapsi nuove e a rimuovere quelle non più utili. Il nostro dormire permetterebbe, dunque, un’azione di pulizia, di “cestinaggio” delle informazioni inutili.

In seguito a vari esperimenti condotti su topi e  persone i risultati ottenuti dimostrano che la capacità di memorizzazione è fortemente ostacolata dalle distrazioni alle quali siamo sottoposti nel corso dell’intera giornata, proprio per questo pare che il sonno possa rafforzare le associazioni rilevanti ed indebolire quelle irrilevanti, aumentando la capacità di accedere ai ricordi.

Una ricerca effettuata su 216 bambini tra i 6 e 12 mesi ha mostrato che questi non riuscivano a ricordare nuovi compiti e azioni, come ad esempio giocare con i burattini, se poi non facevano poco dopo un lungo sonno. Per condurre questo esperimento il gruppo dei bambini è stato diviso in due: una metà dormiva fino a 4 ore dopo che gli erano state spiegate le cose nuove, mentre il resto non dormiva o dormiva per un massimo di 30 minuti. Il giorno dopo gli è stato chiesto quanto insegnato, e si è così visto che in media chi aveva fatto un buon e lungo sonno riusciva a ripetere un compito e mezzo, mentre chi aveva dormito poco o niente non riusciva a farne nessuno.

Oggi sappiamo che le nuove connessioni tra le cellule cerebrali si formano proprio durante il sonno. Chi dorme dopo aver appreso nuove conoscenze, memorizza bene, mentre chi non dorme non impara affatto.

In conclusione posso affermare che il tempo in cui resti incosciente durante il sonno permette di fare chiarezza sulle informazioni apprese in precedenza ed affina le capacità, il sonno è fondamentale per entrambe le cose ed equivale a dire che il sonno è apprendimento.

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